| SEZIONE SUINA - ARTICOLI PUBBLICATI |
Rivista di suinicoltura - N.2 - 2002
"LA QUALITA' RICHIEDE SERVIZI
DI ALTO LIVELLO"
Anna Mossini |
| Sono circa una sessantina gli allevatori iscritti alla sezione suini dell'Apa di Modena, cui se ne aggiungono circa venti di fuori provincia, per complessive 66.000 e più diagnosi ecografiche di gravidanza effettuate all'anno. Il rapporto di collaborazione stretto con il Crpa di Reggio Emilia e l'impegno costante nella formazione e nell'aggiornamento professionale degli allevatori. |
| Saper vendere la qualità. Si potrebbe sintetizzare in questa frase l'impegno e
l'attività che la sezione suina dell'Apa di Modena svolge nei confronti degli allevatori.
A beneficiare dei numerosi servizi dell'organizzazione emiliana non sono solamente gli
imprenditori della provincia, soci e non, ma anche allevatori che risiedono al di fuori
dei confini territoriali. "Credo sia ormai arrivato il momento - sottolinea il
direttore dell'Apa, Luigi Tardini - di porre fine alla
convinzione che gli allevatori appartengono solo a sè stessi e nel più ampio spirito
liberale devono sentirsi liberi di rivolgersi a quelle strutture che essi ritengono in
grado di aiutarli nel miglior modo possibile per svolgere al meglio la loro attività. Personalmente non troverei nulla di anomalo o strano se i colleghi di un'altra Apa decidessero di offrire a Modena i loro servizi. Così come, allo stesso modo, noi stessi offriamo le nostre competenze laddove ci viene richiesto: acografie, consulenze per la certificazione Iso 9002 e, da pochi mesi, assistenza alle aziende che utilizzano la procedura Hpa-Suini. Tutto questo - precisa Tardini - rappresenta una sorta di novità che non ha mancato di creare qualche diffidenza, ma che non ha davvero motivo di esistere se per tutti resta chiaro l'obiryyivo finale da perseguire: la qualità del servizio". |
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Sono una sessantina gli allevatori iscritti alla sezione suini dell'Apa di Modena, Edmondo Cuoghi ne è il presidente. A questi vanno aggiunti altri 19 fuori provincia. Si tratta di un numero non particolarmente elevato, "ma - sottolinea il presidente - rappresenta tutte le realtà più importanti e significative della zona".
![]() Edmondo Cuoghi, presidente della sezione suini dell'Apa modenese. Sono circa una sessantina le aziende suinicole iscritte all'Associazione. |
" Purtroppo da qualche anno a questa parte gli allevatori non sono più in grado
di governare il mercato - puntualizza amaramente Cuoghi - perchè a dettare le regole del
gioco non sono loro, bensì i macellatori, i trasformatori, gli stagionatori. Una
situazione che si è andata via via aggravando, dal momento che alle contrattazioni
settimanali nelle varie Borse merci si tende a fare prima il bollettino della carne e solo
dopo quello dei suini. La realtà è che si dovrebbe procedere esattamente al contrario.
Tutto questo non fa che rendere ancora più delicata una situazione già complicata, dove
gli allevatori fanno sempre più fatica a portare a casa il frutto del loro sudore e dove
le normative oggi in vigore chiedono agli stessi allevatori di doventare avvocati,
commercialisti, veterinari. Non intendo puntare il dito sugli adempimenti che ci vengono
richiesti dalla legge, ci mancherebbe altro. Credo che l'Emilia Romagna sia fra le regioni
che maggiormente hanno saputo pplicare, anche a prezzi molto elevati, le disposizioni che
di volta in volta sono state emanate da Unione Europeam Stato, Regione. Ma tutto questo ci
dovrebbe garantire un riscontro sul prezzo dei suini che invece non vediamo che anzi
continua a penalizzarci". Eppure, nonostante la difficoltà a trovare valide soluzioni al problema, gli allevatori continuano a rispondere con la richiesta do servizi mirati all'ottenimento di una produzione qualitativamente molto elevata. Servizi che, come dicevamo prima, l'Apa di Modena offre con un raggio territoriale molto ampio. |
"Ogni anno effettuiamo in media oltre 66.000 ecografie per le diagnosi di
gravidanza delle scrofe - spiega Laura Zerbinatti. responsabile
tecnica della sezione suini-.Intorno al ventunesimo-ventiquattresimo giorno dalla data di
fecondazione i nostri tecnici procedono a questo tipo di accertamento che permette
all'allevatore di isolare le scrofe non gravide e identificare i soggetti da tenere sotto
controllo. Le diagnosi vengono programmate in base alle esigenze degli allevaotir, tenendo
anche conto delle dimensioni dell'azienda. Svogliamo inoltre un servizio di assistenza per
la fecondazione artificiale, che consiste nell'istruzione del personale,
nell'inseminazione e nella gestione del relativo laboratorio per la raccolta, l'analisi e
il trattamento del seme.
Non dimentichiamo che siamo in grado di forire a tutti gli allevatori anche assistenza
alimentare, sia per chi produce che per chi acquista il mangime dalle ditte specializzate,
tramite analisi della formulazione e dei razionamenti, nonchè l'invio a laboratori
convenzionati di campioni di mangimi e materie prime. La nostra assistenza coinvolge
inoltre anche i suini destinati all'ingrasso; parliamo di animali che arrivano in
caseificio con n peso di circa 30 chilogrammi per essere portati a 160/165. Ebbene, in
questa specifica situazione, essi vengono gestiti in gruppi per poi essere sottoposti a un
monitoraggio alimentare e di crescita volto a ottenere un prodotto finale di ottima
qualità. Da un paio di anni, inoltre - continua Zerbinatti- collaboriamo con il Crpa
(Centro ricerche produzioni animali ndr) di Reggio Emilia in merito a due
progetti inerenti il benessere animale; il primo valuta l'influenza sui parametri
produttivi delle diverse tipologie strutturali della scrofaia (come ad esempio la
stabulazione in gabbie e/o box nella fase di gestazione). Il secondo analizza l'influenza
dei vari parametri ambientali (temperatura, tasso di umidità, velocità dell'aria,
incidenza dei gas ammoniacali, valutazione delle strutture e densità capi/mq)
sull'accrescimento del suino nella fase di ingrasso. Il progetto che ha visto coinvolti
una ventina di allevamenti fra cicli aperti, cicli chiusi e ingrassi non è ancora
terminato; quando tutti i dati saranno raccolti e verranno elaborati, sarà possibile
stabilire dove e come intervenire per adeguare gli allevamenti ai parametri europei sul
benessere animale (direttiva 91/630/Cee che stabilisce le norme minime per la protezione
dei suini).
| Come emerge da tutta questa attività, l'unico denominatore comune rimane sempre la qualità. Per quanto riguarda la qualità della carne, è in corso un progetto interregionale che vede coinvolto il Crpa e le Apa dell'Emilia Romagna e della Lombardia con gli allevamenti delle loro province più significative. Il progetto, sinteticamente, prevede la valutazione del peso, della forma, del pH e dello spessore del lardo dei prosciutti, nonchè l'analisi del processo enzimatico su campioni prelevati, in fase di macellazione e di stagionatura dei prosciutti stessi. Obiettivo della ricerca -conclude Zerbinatti- è individuare il suino con le caratteristiche più idonee per le produzione dei prosciutti di Parma e San Daniele. Ancora in questa direzione l'Apa di Modena, insieme alle altre associazioni provinciali, all'Ara dell'Emilia Romagna e all'Asser, sta attualmente sviluppando un ulteriore progetto di qualità in suinicoltura che mette in relazione l'alimentazione con la qualità delle carni"."Non ultima è l'attività del Libro Genealogico - interviene Tardini - che si pone come obiettivo il miglioramento genetico delle razze suine da salumeria tipica (Large White, Duroc, Landrace Italiana). Il piano di selezione dell'Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ha saputo imprimere una indubbia accelerazione alla definizione di un genotipo con maggiore attitudine alle trasformazioni tipiche (ad esempio il prosciutto di Parma e San Daniele), rispondendo egregiamente a sacrosanti obiettivi di natura economica; altri non ve ne possono essere, e questa quindi è la strada giusta. Lo schema di selezione dell'Anas prevede la valutazione genetica dei soggetti attraverso il controllo in stazione o Sib test (Centro Genetico di Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia) l'utilizzazione in azienda del seme dei riproduttori migliori e l'identificazione in allevamento dei suinetti migliori da inserire nel piano di selezione. | ![]() Da sinistra: Tiziana Pirato, referente delle selezione nel settore suini e Laura Zerbinatti, responsabile tecnica |
Come si è detto solo i migliori riproduttori, cioè i verri con più alto indice
genetico totale in uscita dal Sib test, vengono ammessi al Piano nazionale di selezione e
inviati al centro di produzione del seme che, per il suino pesante, è SemenItaly.
L'indice genetico totale esprime il valore genetico globale di un candidato che combina,
in un unico numero, gli indici genetici parziali per caratteri economici di allevamento,
ossia per l'Img (incremento medio giornaliero), qualità della carcassa (tagli magri e
lardo), qualità della carne (calo di prima salagione)".
Con 24 aziende iscritte al Libro Genealogico, l'Apa emiliana si colloca storicamente
tra le sedi più importanti che erogano anche questo servizio, posizionandosi tra le prime
a livelo nazionale. "Sono circa tremila le scrofe monitorate - interviene Tiziana
Pirato, referente della sezione selezione-. Un nostro tecnico preposto a
questa attività visita ciascun allevamento ogni quindici giorni, marca i suinetti e
raccoglie i dati relativi agli eventi vitali e riproduttivi degli animali iscritti; i
dati, che succesivamente io stessa elaboro, vengono spediti all'ufficio centrale
dell'Anas, con cui abbiamo un rapporto di collaborazione molto stretto. Si queste 24
aziende, tredici sono dotate di un personal computer e procedura Hpa-Suini, condizione che
permette di accelerare e rendere più agevole la raccolta di tutte le informazioni
necessarie".
E anche in materia di corsi di formazione e aggiornamento, l'Apa di Modena ha saputo
rispondere alle esigenze degli allevatori. "Sì - continua Pirato . nel corso di
questi ultimi tre anni abbiamo realizzato corsi sulla fecondazione artificiale, che hanno
abilitato più di 30 tecnici e operai all'esercizio della fecondazione artificiale suina;
intoltre, l'attività formativa ha coinvolto tecnici e operai impegnati in corsi sulla
gestione della sala parto, dello svezzamento, del magronaggio e ingrasso. Per gli
imprenditori, invece, abbiamo organizzato incontri sui sistemi di gestione aziendale, sul
benessere animale e su sistemi di assicurazione qualità. Si è trattato per lo più di
corsi finanziati dalla Provincia o dalla Regione che hanno visto sempre una folta
partecipazione di allevatori, tecnici, operatori del settore".
All'inizio della nostra chiacchierata tardini ha parlato di certificazione aziendale e
gestione di sistemi informatici.
A questo proposito va allora detto che, dopo un periodo di formazione, due tra i più
significativi allevamenti suinicoli iscritti all'Apa di Modena hanno ottenuto la
certificazione Uni En Iso 9002, mentre altri cinque, due del modenese e tre in Romagna,
hanno avuto accesso ai finanziamenti regionali concessi nel quadro della L.R. 33/97.
"Credo che se vogliamo perseguire un obiettivo di qualità di prodotto - conclude
Tardini - il supporto tecnico che l'Apa è chiamata a offrire deve essere di alto livello
Il nostro Paese potrà avere uno spazio nel mercato estero se saprà proporre un prodotto
diverso dagli altri. La capacità di realizzarlo c'e'. Ma, come dicevo all'inizio, bisogna
saperlo vendere".